Si tratta comunque del mio cuore che imperterrito trova continuità e vuole protendersi all'errore scegliendo di compierlo ancora, ma in modo sempre più naturale.
Errore? ... vagamento erratico.
Vagare... muovere... andare ciecamente al bisogno di luce.
Il poeta è facitore di luce.
Pur se abbagliato d'amore, abbacinato di passione, annebbiato di eccessi, abbuiato di dolore, oscurato dalla perdita, abbrunato dall'assenza, il poeta crea ciecamente la luce e la dispone per poterne amministrare anche l'ombra.
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07 novembre 2009

Lettera a Sonia Gandhi in difesa di Taslima Nasrin

Gentile Signora Sonia Gandhi,

Lei, che ha a radici nel Paese in cui viviamo, è stata ed è da tempo una delle figure più importanti e influenti della politica di una nazione laica tanto grande, complessa e piena di energia come l’India.

Per questa ragione noi, intellettuali, poeti, artisti e scrittori italiani ci rivolgiamo a Lei e le chiediamo di intervenire in aiuto di una grande scrittrice, nota in tutto il mondo e perseguitata da tempo per la sola colpa di amare la libertà e di combattere, da non credente, in nome dei diritti e della dignità delle donne di tutto il mondo: Taslima Nasreen.

Come Lei certamente sa Taslima Nasreen è di lingua e cultura bengalese, e da tempo le viene impedito di vivere nel suo paese, il Bangladesh, a causa delle minacce e delle pressioni dei gruppi di integralisti musulmani che le hanno scagliato contro ben due fatwah e posto diverse taglie sulla sua testa, per punire il suo orgoglio e contrastare la battaglia per la libertà e l’uguaglianza di tutti gli esseri umani.

Nonostante questo, Taslima Nasreen gira tutto il mondo per far conoscere la grandezza e la ricchezza della sua terra, della sua cultura, della sua lingua, senza per questo rinunciare ad esprimere liberamente il suo pensiero, senza temere di criticare ciò che qualsiasi società civile rifiuterebbe: la schiavitù della donna, i soprusi contro la sua intelligenza, la sua sensibilità e il suo corpo, nonché gli abusi da parte di un regime autoritario e teocratico.

Dal 2004 fino a poco tempo fa, Taslima Nasreen viveva in esilio in India, paese che considera la sua patria adottiva, ma sin dal giorno del suo arrivo non si sono fatte attendere le minacce, le aggressioni, le campagne stampa diffamatorie orchestrate da gruppi integralisti musulmani. Questi attacchi hanno fatto sì, infine, che la scrittrice venisse allontanata anche dall’India.

Da quel momento non le è più consentito di fare ritorno nella sua casa a Calcutta, dove sono ancora tutti i suoi beni, i suoi libri, ogni cosa che le appartiene, materialmente e sentimentalmente.

Noi – che svolgiamo un lavoro tanto simile a quello di Taslima – possiamo soltanto immaginare quale terribile ferita, quale irrimediabile danno possa causare nella vita di una scrittrice l’esilio forzato, la lontananza imposta dalla propria lingua, il violento strappo che separa dalle radici a cui si sente di appartenere.

Taslima non vuole vivere in Occidente, vuole tornare a risiedere là dov’è nata, nel subcontinente indiano. Se le fosse consentito di tornare a vivere in India, Taslima potrebbe fare molto di più nella lotta che da tempo la impegna per la difesa della dignità delle donne e per la diffusione della democrazia e dei diritti umani, ideali che sappiamo anche Lei condivide.

Taslima ha già provato due volte a tornare in India, ma non appena arriva le viene comunicato l’ordine del Governo indiano di lasciare il paese.

Troviamo tutto ciò scandaloso e indegno. Noi abbiamo la concreta speranza che Lei, Signora Gandhi, voglia intervenire affinché a una così importante scrittrice e poetessa, che da anni mette in gioco la sua vita in nome della libertà e della democrazia, sia infine permesso di tornare nella sua casa, tra la sua gente, circondata dal suono della sua lingua, nell’unico luogo dove, com’è suo diritto, lei desidera vivere.

Lei, Signora Gandhi, è uno dei principali leader di un paese democratico e noi tutti, artisti, intellettuali e scrittori italiani, ci aspettiamo che faccia qualcosa per difendere il diritto di Taslima a tornare a casa, a dispetto di tutte le pressioni e le prepotenze dei fanatici, nemici della libertà e della convivenza.

Nel ringraziarLa della sua attenzione, Le inviamo i nostri più distinti saluti,

Lello Voce, Wu Ming, Valerio Evangelisti, Tiziano Scarpa, Nanni Balestrini, Ermanno Cavazzoni, Dima Saad, Paolo Repetti, Franco "Bifo" Berardi, Gianni Biondillo, Beppe Sebaste, Giorgio Vasta, Gabriele Frasca, Laura Pugno, Stefano Tassinari, Maria Rosa Cutrufelli, Kai Zen, Franco Buffoni, Luigi Nacci, Guido Barbujani, Simone Regazzoni, Giaime Alonge, Giovanna Cosenza, Marco Palladini, Tiziana Colusso, Chiara Daino, Guglielmo Pispisa, Monica Mazzitelli, Sergio Paoli, Nino G. D’Attis, Rossella Macchia, Giacomo Verde, Rosaria Lo Russo, Claudio Calia, Alberto Garlini, Maria Valente, Alberto Masala, Vanni Santoni, Simone Sarasso

da qui per aderire all'appello

05 ottobre 2009


ASUNI 2009
festa della letteratura e delle arti

evento - luogo di sperimentazione – laboratorio
quinto anno

16-17-18 ottobre

info e materiali: www.progettoasuni.com

le foto sono di Massimo Golfieri©

30 settembre 2009

StranoS ElementoS - Resuggontu 2009 - il promo

Il viaggio intrapreso con il primo album Posthudorra in Casthurina continua nel secondo, Resuggontu dove il titolo stesso (Resoconto) gioca su un doppio significato, sottolineando da una parte il rendersi conto della situazione a livello globale con tutte le sue contraddizioni, e dall'altra il farsi carico della responsabilità di trasportarlo in rima facendo un vero e proprio resoconto della situazione.



Allargando le vedute oltre l'isola, affronta tematiche di carattere sociale e etico che investono tutto il continente: dalle morti bianche sul lavoro in Moschi bianchi, Trabagliu nieddu che vede la partecipazione dei Limbudos, gruppo rap di Nuoro, all'inquinamento e il surriscaldamento del pianeta in Terra, Zeru e mari (Terra, cielo e mare) a pezzi sempre più crudi come Antiscleru dove si mette in luce senza compromessi il rapporto che intercorre tra lo stato/chiesa e lo stato, Osdhini Pubriggu (Ordine Pubblico) che appare come uno storyboard per raccontare i fatti come sono accaduti realmente al g8 del 2001 a Genova attingendo dagli archivi del social forum, I la tumba (Nella tomba) che parla di guerra e missioni di pace, di chi cerca nella divisa militare un lavoro sicuro, e il titolo eloquente parla da sé, a Muninca d'Isthaddu (Scimmia statale) con la partecipazione dei Malos Cantores gruppo rap campidanese, dove si affronta il problema eroina e gli interessi che ci girano attorno.

Per poi tornare alla nostra terra con Limba, sul tormentone del riconoscimento della lingua sarda come lingua ufficiale, e vede la partecipazione di ospiti d'eccezione: il poeta sardo Alberto Masala in apertura e il tenore Bolothanesu di Antoni Are in chiusura.

Non mancano i pezzi intimi, così ci piace definirli, quelli che parlano di noi, della situazione territoriale come Giugghendi cu la sosthi (Giocando con la sorte) dove il beat si fonde con la tromba del musicista sardo di Guasila, Riccardo Pittau o ancora Anima e cori (Anima e cuore) dove ritroviamo nei ritornelli di entrambi i pezzi dei campioni estratti dal primo album.

Per finire con Attenti a lu cani (Attenti al cane) il cui titolo fa chiaro riferimento al cane a sei zampe simbolo della multinazionale energetica italiana, ENI.


Un nuovo lavoro targato StranoS ElementoS ancora una volta totalmente indipendente nella produzione e nella distribuzione. 16 Tracce di rap sardo interamente cantato in Limba direttamente da Posthudorra.
I testi sono di Riccardo Fadda (RD), Tizianu Masia (ZIANU), Leonardo Solinas (OKIO).
La torramus a iscrier è di Alberto Masala.
Tutti i pezzi sono stati registrati presso DomoIstrana (PortoTorres) e mixati da Francesco Pace (MICHO P) presso il Magnitudo Studio
Produzioni di: Micho P, Dj Ekl, ErgoBeat, Dj Mrh, Dj Skunk
Impianti Grafici e sito Web a cura di Sanna Alessandro (Quilo)

i punti vendita:

*PortoTorres.
Bar La Pintadera - Corso Vittorio Emanuele 126
Circolo Culturare Via Margutta - Viale delle Vigne 16

*Sassari
Circolo Culturale Aggabachela - Via Diaz 26
Circolo Sandalia - Via Dessi 18
Libreria Odradek . via Torre Tonda 42

*Fordongianus
pizzeria La Befana

*Osilo
Marco Alessandrini

*Cagliari
Mono Music Shop via Eleonora d'Arborea

*Nuoro
Tzirculu Tortuga - via Ragazzi del 99
Circolo Sardegna - via Maddalena 12

*Lombardia (Milano e dintorni)
Scrivete a costaspazio@hotmail.it

*Roma
C.S.O.A Forte Prenestino Via Federico Del Pino - CentoCelle

* possibile acquistarlo anche on-line mandando una mail all indirizzo: info@stranoselementos.com



www.stranoselementos.com
www.myspace.com/stranoselementos

28 settembre 2009

SALVIAMO SANTA LUCIA DAL CEMENTO

IL COMITATO SPONTANEO A DIFESA DI SANTA LUCIA, a fronte di un provvedimento adottato di imperio e senza partecipazione alcuna da parte dei cittadini, SI RIVOLGE A TUTTI COLORO CHE SI OPPONGONO ALLA SVENDITA DI UNA ZONA AD ALTISSIMO PREGIO AMBIENTALE; A QUELLE PERSONE CHE VOGLIONO FERMARE IL CONSUMO DEL TERRITORIO E IL SUO SFRUTTAMENTO INDISCRIMINATO, COLORO CHE DESIDERANO PRESERVARE E TUTELARE QUESTO PICCOLO CENTRO CONOSCIUTO ANCHE OLTRE I CONFINI DELL’ISOLA.

Per noi è importante che ci siano manifestazioni diverse di interesse e sensibilizzazione; firmare e navigare il sito del comitato è pertanto molto importante.
All'interno del sito potrete trovare inoltre una galleria fotografica in fase di espansione e il forum, appena inaugurato.
Sono in preparazione tutte le mappe degli interventi e le simulazioni, grafiche e fotografiche.
Diffondete per favore il nostro indirizzo e la petizione, fatela firmare se potete e se avete voglia inoltratela alla vostra mailing list, agli amici, a chiunque possa essere interessato alla conservazione dell'ambiente e alla sua tutela.

Vi ringraziamo anticipatamente.
Comitato Spontaneo Salviamo Santa Lucia

leggi la petizione
per firmare la petizione
salviamo santa lucia

24 settembre 2009

è uscito STIRPE

è uscito STIRPE
di Marcello Fois
il primo romanzo di una nuova trilogia



25 luglio 2009

al rogo

foto: la Nuova Sardegna


ora la mia Sardegna è così

sarà abbastanza per chi ha acceso il fuoco?

23 luglio 2009

un'occasione per incontrarci

e sostenere insieme una buona causa




sono a Nurachi in concerto per gofar

con Paolo Angeli

il 30 luglio alle 22



07 luglio 2009

sentenza del processo Aldrovandi

Emessa a Ferrara la sentenza del processo Aldrovandi: i poliziotti colpevoli.


Tutti condannati a tre anni e sei mesi i quattro poliziotti colpevoli dell'omicidio di Federico Aldrovandi. Oltre al carcere, dovranno risarcire per 270.000 euro complessivi le parti civili.

Ecco i loro nomi:
Forlani Paolo,
Segatto Monica, Pontani Enzo, Pollastri Luca.



Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi: "E' stata durissima, ho avuto tanta paura che i poliziotti se la cavassero, ma ci ho sempre creduto".

Grazie all'amore con cui ha tenuto sempre viva l'esigenza di verità e giustizia in un coraggioso BLOG

Su ZIC.it una bella ed accurata ricostruzione sintetica dell'intero processo.


05 luglio 2009

teorema

Ricordate il recente battage sui "terroristi" intrapreso insieme dal ministro di polizia e polizia del ministro con una stampa totalmente embedded (cioè complice) che accettava ed amplificava le loro "indiscutibili" versioni?
Non so niente di quell'affare, ma mi colpì particolarmente il clamore sull'arresto di Bruno Bellomonte. Infatti sospettai subito di una bufala dato che lui era già stato oggetto di una medesima (bufala) nei fatti (anch'essi sgonfiati) dell'11 luglio di tre anni fa a Sassari. La clamorosa bufala Arcadia.

Incriminato per delle intercettazioni, riuscì fortunosamente (e fortunatamente) a dimostrare che all'epoca dei fatti si trovava in Tunisia. Brutta figura degli inquirenti che evidentemente se la sono legata al dito. Un dito accusatore che all'occorrenza, a seconda del bisogno di terrore, rispolvera a caso i terroristi colpendo nel mucchio. Come se li tirassero fuori da un cilindro al posto del coniglio. Una volta la chiamavano strategia della tensione. Oggi serve ancora a coprire le magagne di un povero governo para-fascista che strombazza retoriche promesse al popol bue senza mantenerne mai una. Proprio come Mussolini.
Scommetto che ora il povero Bruno Bellomonte, sbattuto sulle prime pagine, è già diventato un pregiudicato buono per tutte le stagioni nonostante non abbia mai commesso nessuno dei crimini di cui viene accusato. Se ci fosse davvero giustizia, lui dovrebbe, e potrebbe, legittimamente arricchirsi con i danni che sarebbe giusto richiedere a chi ha montato e sfacciatamente sostenuto il teorema persecutorio.

Intanto siamo paradossalmente governati da uno che i crimini li ha commessi praticamente quasi tutti e senza mai pagare: corruzione, falso in bilancio, amicizia stretta con golpisti, mafiosi, spacciatori, protettori di prostitute, truffatori... ha frequentato davvero cattive compagnie comportandosi come uno di quelli che vengono definiti "delinquente abituale" per la propensione ad iterare i comportamenti criminosi... Non è difficile documentarsi: dai tempi della sua iscrizione alla P2 in poi...

Torniamo a Bellomonte: ecco qui un bel video degli Stranos Elementos che dice più di mille parole - buona visione a tutti

26 giugno 2009

OIL TOUR


bello ed importante, il documentario OIL di Massimiliano Mazzotta è in tour per giugno e luglio 2009

OILtour GIUGNO-LUGLIO 2009

26/06 ARCIMilano “Bitte” h.22:00 via Watt 37 Milano
30/06 C.S. Cantiere h.18:00 via Monte Rosa 84 Milano
03/07 Sardegna Ricerche “Edificio 2” h.10:00 Loc.Pixinamanna Pula (CA)
03/07 CONFEDERAZIONE SINDACALE SARDA Ass. ORIZZONTI NUOVI Teatro S.Eulalia Via del Collegio 2 h.21:00 Cagliari
04/07 ACLI “Hostel Argentiera” h.21:00 Loc.Argentiera (SS)
05/07 PD Partito Democratico “Pro loco” Via Roma h.21:00 Sestu (CA)
09/07 AZ.NAMUSN.ART "Laboratorio della crisi" Via Sassari 102 Porto Torres
10/07 IRS e LUMS “Teatro Comunale” h.21:30 via Gramsci Serrenti (CA)
12/07 Comune di Orosei h.21:00 via Orosei (NU)
17/07 Carovana Sarda della Pace h.21:00 via Baronia 13 Cagliari
18/07 Carovana Sarda della Pace h.21:00 Loc.Framilano Pula (CA)
19/07 Carovana Sarda della Pace h.21:00 via Isonzo Iglesias (CA)
23/07 FICC Federazione Italiana Circoli del Cinema “Cupola Geodetica” h.21:15 via Capo Comino Monserrato (CA)

25 maggio 2009

arte in tempo di crisi

ecco qui un articolo scritto per "La Nuova Sardegna" dell'11 giugno 2009
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Arte in tempo di crisi
di Alberto Masala

Quando Joseph Beuys mise il pubblico ed i critici davanti ad un mucchio di sabbia, sapeva di compiere un gesto sovversivo, come sovversiva può essere soltanto una cultura che apre nuovi spazi di visione dimettendosi dalle convenzioni dello sguardo consolidato e rassicurante. In quello storico momento l'opera veniva definitivamente sottratta ad ogni possibilità di gestione da parte del sistema dell'arte, mettendo i critici davanti alla loro stessa impotenza. Un mucchio di sabbia non poteva essere bello o brutto... era un mucchio di sabbia, quindi non poteva essere posseduto, venduto, acquistato, collezionato.... Anche trasportarlo o riproporlo uguale sarebbe stato impossibile: la mancanza di un solo granello ne avrebbe minato la sua feticistica riproducibilità tecnica. Salvandola così dal giudizio estetico, sottraendo l'opera alla sua mercificazione, Beuys da allora ci ha costretti in uno spazio più esteso che non quello della rappresentazione formale: appare con lui il territorio concreto dell'intelligenza, il pensiero contenuto nel gesto d'arte che ci riconsegna intatta la responsabilità di osservatori sull'essenza della vita, la nostra posizione sulla terra che ci accoglie.

Lo stesso atteggiamento e la stessa consapevolezza che oggi anima il lavoro di Az.Namusn.Art in esposizione fino al 31 maggio a Porto Torres nei locali dismessi - e da loro laboriosamente ricuperati - dell'Ex Consorzio Agrario. Il paragone non sembri azzardato: il Laboratorio della crisi di Riccardo Fadda e Pietro Pintadu rivela in embrione la stessa determinazione etica che ha condotto il percorso del grande artista tedesco: sguardo critico sulla realtà, amore incondizionato per l'ambiente, coscienza dell'azione artistica senza mediazioni nei confronti dei sistemi di controllo sociale. L'evento espositivo documenta con chiarezza energicamente irriducibile l'ecologia di un pensiero oggi faticoso in un contesto - in cui ormai è concesso agitare l'irresponsabilità come valore - che ha necessità di allevare artisti comodamente complici, produttori di un'arte decorativamente rassicurante o, al massimo, nevroticamente esorcizzante delle proprie peggiori pulsioni. Il paradosso sta qui: l'arte pubblica di Az.Namusn.Art ha come paradigma la spietata onestà dello sguardo che inevitabilmente denuncia e quindi diviene problematica. L'apparente "illegalità" delle loro azioni diventa un estremo appello alla purezza: lungi dal messianismo dei predicatori ideologizzati, agiscono, ed alla fine il re viene sempre denudato. E lasciano un segno, aprono questioni in un territorio periferico spodestato dalla propria identità originaria, ricattato dallo spettro della disoccupazione e angosciato dal fallimento di un colpevole e drammaticamente folle progetto di sviluppo. Ma questo elemento, l'essere periferico, lungi da confinare gli artisti portotorresi in una estremità irraggiungibile e pervasa da eventuali complessi d'inferiorità, li affranca e li restituisce, nella più attuale contemporaneità, al compito dell'artista come sensore della crisi globale, collocando l'esposizione fra i non-luoghi del mondo che oggi indiscutibilmente producono i fenomeni d'arte più interessanti.

Il decentramento del pensiero creativo nelle periferie, urbane o rurali, è il fenomeno ineluttabile che sta connotando la nascita della migliore creazione artistica in tutto il mondo, mentre il Centro, sede privilegiata del potere economico e politico, soffoca nella propria autoreferenzialità e, al massimo, può acquistare, ospitare, finanziare un'arte pacificata e inoffensiva con cui tacitare la propria cattiva coscienza. Sono partiti bene: dopo due anni di anonimato, ora, nella prima comparsa pubblica, ci forniscono un modello già forte, una genuina testimonianza di sperimentalità trasformata in oggetto artistico autonomo e ben sostenuto tecnicamente con diversi linguaggi espressivi. Lo stesso spazio espositivo, esempio del degrado ambientale della città, amorevolmente ripulito e adattato, nelle loro mani si trasforma in opera. Sotto altre latitudini e sistemi, forse gli amministratori coglierebbero il costruttivo segnale d'amore premiandone il coraggio. Lasciamo spazio alla speranza?

Infine un dovuto grazie al curatore dell'evento, Maurizio Coccia, appassionato docente di Storia dell'Arte nell'Accademia di Belle Arti di Sassari, Direttore Artistico prima del Trevi Flash Art Museum e ora del Centro per l'Arte Contemporanea "Palazzo Lucarini", sempre a Trevi. Il suo prezioso supporto rende il lavoro di Az.Namusn.Art da oggi più visibile. Ma grazie soprattutto per averlo tutelato con una presenza carismatica e grande onestà intellettuale senza modificarlo né ridurlo a banale kermesse.

Chiudo con una nota curiosa per chi si chiede quale sia l'origine della denominazione del gruppo: Az.Namusn.Art è evidentemente specchio della parola "transumanza". Ma la scomposizione voluta dagli artisti contiene un'inconscia semantica ben più complessa e significativa. Az, interpretabile come abbreviazione di Autonomous Zone, ci richiama immediatamente alla T.A.Z. situazionista di Hakim Bey, e nessun accostamento è più conforme alla geniale e irriverente attitudine piratesca del collettivo di Porto Torres. Namusn, in turco, significa Onore, parola casualmente aderente all'atteggiamento di "rispettabilità" sintomatica fra quei gruppi di area Rap che costituiscono la colonna sonora naturale di questi percorsi artistici. Ed il finale non può tradursi che come Arte, a pieno titolo ed in tutta la sua interezza.